IKT: una marcia in più nel percorso riabilitativo della persona con lesione midollare

Abstract presentato a Roma il 9 ottobre 2016 al II Congresso Nazionale degli Idroterapisti

La “risorsa” acqua è di fondamentale importanza per valorizzare sia la motilità residua che le capacità funzionali delle persone che presentano una lesione midollare (plm).

Le peculiarità cliniche della plm sono:

  • deficit motorio
  • deficit sensitivo e presenza di dolore
  • variazioni del tono di base (spesso aumentato)
  • limitazioni articolari
  • disturbi dell’equilibrio.

La rieducazione in acqua (IKT) assume valenza terapeutica in ognuno di questi aspetti: all’avviamento al nuoto, al rilassamento e alla mobilizzazione si associano lavori sul controllo del tronco, sul miglioramento della stenia o aumento del reclutamento delle unità motorie sottolesionali, sulla stazione eretta in carico ridotto, sull’avviamento alla deambulazione.

L’USU dell’ASST Niguarda si avvale dell’attività di IKT dal 2003, con la collaborazione di fisioterapisti espressamente dedicati e formati.

Il servizio si rivolge a persone con lesione midollare traumatica e non, sclerosi multipla e spina bifida.

La media di accessi giornalieri (effettuati sia in regime di degenza ordinaria o di utenza esterna) è di circa 5 trattamenti quotidiani (per un totale di oltre 17.000 sedute); età compresa tra 20 mesi e 83 anni; 61% uomini, 39% donne; tetraplegia completa nel 19% dei casi, tetraplegia incompleta nel 24%, paraplegia completa nel 27% e paraplegia incompleta nel restante 30%.

Nell’approccio terapeutico alle plm si devono combinare conoscenza delle leggi fisiche che governano il mondo acquatico, della fisiologia della plm in acqua e delle modificazioni indotte a carico dei vari apparati, formazione in metodiche riabilitative specifiche quali: Concetto Haklliwich, Bad Ragaz Ring Method, Task Type Training Approach, Watsu, Approccio Sequenziale e Propedeutico e Tecnica Duffield. Il setting acquatico offre inoltre un ambiente ricco di facilitazioni per la valutazione delle abilità motorie residue, non attraverso le usuali procedure utilizzate “a secco”, ma con opportuni adattamenti per la peculiarità del mezzo.
Allo stato dell’arte mancano studi sulla reale efficacia dell’IKT nella rieducazione delle plm. In assenza di lavori con un alto livello di evidenza scientifica, si ricorre all’esperienza in campo clinico e di ricerca scientifica di esperti nella riabilitazione in acqua per la patologia presa in esame.

Note

  • Becker BE, Cole AJ. Comprehensive Aquatic Therapy – third edition. 2011 Philadelphia: Elsevier Inc.
  • Doig G. Evidence-based systematic review of the effectiveness of hydrotherapy. July 2008. Report commissioned by NSCCAHS
  • Geytenbeek J. Aquatic Hydritherapy Evidence-based Practice Guide. 2008; National Aquatic Physiotherapy Group, Australian Physiotherapy Association.
  • Hiroharu K, Kiichiro T, Hiroyasu O, Yoshiteru M, Miho O, Shuichi H, Shinpei O, Jun K, Masamitsu K, Nobuyoshi S, Takuya H. Effectiveness of Aquatic Exercise and Balneotherapy: a summary of Systematic Reviews Based on Randomized Controlled Trials of Water Therapies. J Epidmiol 2010; 20(1): 2-12
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