Gli interventi riabilitativi finalizzati alla prevenzione e al contenimento della spasticità

Sono stati presentati due lavori di revisione del management fisioterapico della spasticità dopo lesione del midollo spinale.

Il primo dell’Università di Boston “Center  for Psychiatric Rehabilitation”, che ha valutato tutte le ricerche, con un’alta qualità scientifica, pubblicate negli ultimi dieci anni (2000-2010) relative alla gestione della spasticità dopo la lesione al midollo spinale.

Le prove presentate in questa revisione suggeriscono che gli interventi di stimolazione elettrica applicati, sia periferico che centrale, possono portare ad una riduzione di alcuni aspetti della spasticità nelle persone con diversi livelli e la completezza della SCI. Inoltre vi sono prove che suggeriscono che la minima vibrazione, applicata al corpo intero, può ridurre almeno una componente della spasticità (iperreflessia del quadricipite).

Il limite di questa revisione è la diseguaglianza di misure e non è chiaro da quale intervento dipenda la riduzione della spasticità, perché gli studi non hanno incluso le misure del risultato.

Il secondo lavoro è stato pubblicato da Spinal Cord Injury Rehabilitation Evidence, e in questa esposizione sono stati trattati solo gli interventi riabilitativi secondo i principi di una medicina basata sulle prove di efficacia (EBM), prendendo in considerazione cinque categorie generali:

  • Riabilitazione convenzionale: Stretching, Mobilizzazione Passiva/Attiva, Ippoterapia, Posture, Idrochinesi Terapia, Applicazioni Caldo /Freddo
  • Terapie Neuromotorie: Brunnstrom, Bobath, Facilitazione Propriocettiva Neuromuscolare (PNF), Esercizio Terapeutico Conoscitivo (ETC).
  • Ortesi: dispositivi utilizzati  per ridurre il tono, per sostenere,  allineare, prevenire o correggere le deformità o migliorare la funzione delle parti mobili del corpo, e prevenire danni alla pelle.
  • Le Tecnologie: Laser, Vibrazioni, Onde Urto, Lokomat, Fes Bicky
  • Stimolazione elettrica: Fes, elettrostimolazione

Lo scopo di questa revisione della letteratura è identificare quali sono gli interventi e gli approcci riabilitativi che si sono rivelati efficaci per la gestione della spasticità; promuovere l’utilizzo delle evidenze scientifiche all’interno della pratica riabilitativa quotidiana.

La ricerca ha identificato numerose pubblicazioni, ma solo alcune sono da ritenersi rilevanti e meritevoli di considerazione scientifica.

I risultati della revisione rilevano che il trattamento riabilitativo da solo non è in grado di controllare in maniera soddisfacente la spasticità; che i farmaci somministrati per via sistemica sono utili particolarmente nelle persone che hanno una spasticità lieve; che nella grave spasticità generalizzata, trova indicazione l’utilizzo del Baclofen per via intra-tecale; che la tossina botulinica è indicata nelle spasticità focali.

Tutto ciò mostra come sia difficile individuare strategie standard che possono essere utilizzate con successo per ridurre la spasticità nelle PLM.

È, però, disponibile una vasta gamma di strumenti e interventi potenzialmente efficaci che, se selezionati e applicati correttamente in base alle condizioni e alle risorse presenti nei singoli contesti, possono contribuire al miglioramento  della qualità di vita della PLM.

Allo scopo di migliorare l’appropriatezza clinica e organizzativa degli interventi e soprattutto per ridurre l’eterogeneità dei comportamenti tra i vari centri riabilitativi a livello nazionale si propone di condividere il seguente percorso:

  • condivisone di un modello di approccio multidisciplinare
  • definizione dei trattamenti riabilitativi  integrati sulla base delle evidenze presentate
  • predisposizione di uno studio, da presentare al convegno CNOPUS nell’autunno 2014, che stabilisca, tramite una accurata valutazione della PLM, se la riduzione della spasticità può comportare un miglioramento significativo del deficit funzionale, della disabilità e della qualità della vita.
  • Attivazione di un corso di formazione sull’utilizzo della FES, unico strumento  per ridurre efficacemente la spasticità.

Pertanto è stato proposto di creare una commissione di esperti per proseguire la possibilità di attuare tra il mese di aprile e settembre 2014, uno studio riguardante un modo diverso di valutare la spasticità e le sue variazioni (in modo funzionale), attualmente stimata solo con la scala Ashworth.

A cura di A. Nobile, A. Riccieri

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